Giovedì Santo

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“Amatevi e servitevi”

“Istruzioni per l’uso”

Quando e dove?
Verso sera prima della cena, attorno alla tavola. 

Che cosa preparare?
Del pane al centro della tavola e un catino con un asciugamano.
Se si avesse tempo, la mamma durante la giornata potrebbe preparare con i figli il pane.
Un foglietto per persona e una biro.

Come fare?
Prima di iniziare si guarda insieme la traccia e si dividono le parti da leggere seguendo le indicazioni delle note in rosso e adattandole alla situazione di ogni famiglia.

Inizio

Tutti
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Introduzione

Figlio più piccolo
Perché questa sera è così importante? 

Genitore
Questa sera noi iniziamo a celebrare i tre giorni più grandi per la nostra fede. In questa sera noi facciamo memoria dell’Ultima Cena di Gesù. 

Figlio più grande
Questa è la sera in cui il Signore Gesù ci ha lasciato nel pane e nel vino la sua presenza, per sempre. Questa è la sera in cui il Signore Gesù si è manifestato come nostro servo lavando i piedi ai suoi discepoli. Questa è la sera in cui il Signore Gesù ci ha dato il comandamento nuovo di amarci come lui ci ha amato e il comandamento di servirci gli uni gli altri.

Figlio più piccolo
Allora questa è davvero una sera importante. 

In ascolto della Parola di Dio

Genitore
Ascoltate la Parola di Dio dal Vangelo secondo Luca (22,14-20)

Quando venne l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». E, ricevuto un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non verrà il regno di Dio». Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me». E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi».

Genitore
Ascoltate la Parola di Dio dal Vangelo secondo Giovanni (13,4-15)

Gesù si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.

In alcuni istanti di silenzio rileggiamo i due brani di Vangelo e poi scriviamo su un foglietto il versetto, la parola o la riga che più sentiamo vicino a noi e poi possiamo raccontarci il perché abbiamo scelto proprio quella frase.

Per riflettere

Lettore 1
Quanto potrebbe imparare ogni cristiano se, con umiltà, si lasciasse guardare da Gesù con lo stesso sguardo con il quale il maestro guardò i suoi amici durante l’ultima Cena. 
Potrebbe condividere il privilegio che fu degli apostoli di ricevere, e comprendere cosa significhi per la sua vita, l’«eredità di Gesù», il «testamento» che egli affidò a due gesti: l’istituzione dell’Eucaristia e la lavanda dei piedi.

Lettore 2
Da questi due gesti nascono due comandamenti.
Innanzitutto, c’è il primo comandamento che è quello dell’amore. Ed è «nuovo» perché c’era il comandamento dell’amore – amare il prossimo come se stesso – ma questo dà un passo in più: amare il prossimo come io vi ho amato. Quindi: «l’amore senza limiti»: con l’Eucaristia, in cui Gesù dà da mangiare il suo corpo e da bere il suo sangue, egli dice come noi dobbiamo amare, fino alla fine.

Lettore 1
Vi è poi l’altro gesto, quello della lavanda dei piedi, in cui Gesù ci insegna il servizio, come strada del cristiano. Infatti, il cristiano esiste per servire, non per essere servito. Ed è il secondo comandamento che vale «tutta la vita». Tutto è racchiuso lì: infatti tanti uomini e donne nella storia, che l’hanno presa sul serio, hanno lasciato tracce di veri cristiani: di amore e di servizio.

Lettore 2
Ecco quindi il testamento del Signore. 
Si dà da mangiare e bere, e ci dice: amatevi così. Lava i piedi e ci dice: servitevi così!

Per pregare

Tutti
Ti lodiamo, Padre buono,
che per amore hai creato il mondo e i suoi abitanti,
donaci di sentirci e di vivere come tuoi figli amati.
Ti adoriamo, Signore Gesù,
che hai dato la tua vita per noi,
rendici capaci di servire e di amare come tu ci hai insegnato.
Ti invochiamo, Spirito Santo,
che sei sorgente di amore e di unità,
illumina la mente e il cuore di tutti gli uomini
e raccogli l’umanità in una grande famiglia.
Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo,
ora e per sempre. Amen.

Amatevi così!

Benedizione sul pane

Un genitore invoca la benedizione di Dio sul pane posto al centro della tavola con la preghiera che segue:

Sii benedetto, Dio nostro Padre, creatore del cielo e della terra; 
nel pane quotidiano tu ci doni un segno della tua bontà 
e l’elemento essenziale della tavola di famiglia. 
Concedi a noi e a coloro che questa sera pregano 
nella memoria della Cena di Gesù 
e a tutti i tuoi figli e figlie che abitano in ogni paese della terra, 
di avere il cibo necessario per nutrire il corpo e la Parola di vita eterna. 
Fa’, o Padre, che impariamo a condividere 
il pane della fraternità e dell’amicizia 
per gustare la gioia vera che viene dal tuo amore
e possiamo presto celebrare l’Eucarestia insieme a tutta la comunità. 
Per Cristo nostro Signore. Amen. 

Condivisione del pane

Si condivide il pane benedetto. Il papà o la mamma spezza il pane per tutti, lo distribuisce a ciascuno e lo si mangia insieme.

Servitevi così

Genitore
Dagli scritti di don Tonino Bello
Carissimi, ve lo confesso: è stata una scoperta pure per me. Non avevo mai dato troppo peso, infatti, a quella espressione pronunciata da Gesù dopo che ebbe finito di lavare i piedi ai discepoli: «anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri». Gli uni gli altri. A vicenda, cioè.
Brocca, catino e asciugatoio devono divenire arredi da risistemare al centro di ogni esperienza comunitaria. Con la speranza che non rimangano suppellettili semplicemente ornamentali. Che cosa significa tutto questo per noi?
Gli uni gli altri. A partire dalle famiglie. Che non possono dirsi cristiane se non assumono la logica della reciprocità. Perché, se il marito smania di lavare i piedi ai tossici, la moglie si vanta di servire gli anziani, e la figlia maggiore fa ferro e fuoco per andare nel terzo mondo come volontaria, ma poi tutti e tre non si guardano in faccia quando stanno in casa, la loro è soltanto una contro-testimonianza penosa.

Il mio catino e il mio asciugatoio

Ogni componente della famiglia sceglie un gesto concreto di servizio da vivere in famiglia da questa sera fino alla preghiera di domani e lo scrive sul proprio foglietto dove in precedenza ha riportato una frase di Vangelo.

Conclusione

Tutti
Padre nostro…

Il Signore ci benedica e ci protegga. 
Faccia risplendere il suo volto su di noi 
e ci doni la sua misericordia. 
Rivolga su di noi il suo sguardo 
e ci doni la sua pace. Amen.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

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